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Effetti Collaterali di Google Panda

marzo 16th, 2012 in Advertising,SEO,Web Analytics,Web Marketing


Vorrei parlare di un aspetto poco discusso relativo ai continui aggiornamenti di Google Panda:
il progressivo calo del traffico da content del PPC di Adwords (come se non bastasse l’incremento dei costi da search). Come sono correlate queste due cose?

L’intento principale dei continui aggiornamenti dell’algoritmo di Google che regola il ranking del posizionamento naturale è, implacabile e coerente come una linea retta, restituire agli utenti finali del motore di ricerca risultati sempre più soddisfacenti a livello qualitativo e evitare ai milioni di utilizzatori finali di Google, in tutto il mondo, incontri con siti aventi contenuti duplicati, non originali, o di scarso valore qualitativo.

Google Panda: è cominciato tutto un anno fa o poco più nel mese di febbraio 2011. La primissima versione di Google Panda, chiamata non a caso “Farmer” ha penalizzato le content farm, ossia quei siti che a giudizio di Google, facilitando la produzione di contenuti da parte degli utenti , si trovano ad avere parecchie pagine di scarso valore, contenuti riciclati e così via. Anche solo parte dei contenuti ritenuta di bassa qualità ha influito negativamente in questo aggiornamento. Queste le parole di un noto Software Engineer di Google, Amit Singhal in un post sul blog di Google Webmaster Central:

“One other specific piece of guidance we’ve offered is that low-quality content on some parts of a website can impact the whole site’s rankings, and thus removing low quality pages, merging or improving the content of individual shallow pages into more useful pages, or moving low quality pages to a different domain could eventually help the rankings of your higher-quality content.”

Ricapitolando, non solo brutali aggregatori di contenuti e content farm, ma anche siti tutto sommato di qualità discreta, con contenuti a volte esaustivi e generosi, altre volte con contributi più poveri, sono stati penalizzati e la fase di recovery ha in alcuni casi avuto successo solo parziale come nel caso di Squidoo, in altri casi vedi DemandMedia questa fase non è neanche cominciata causando 6,4 milioni di $ di perdite nell’ultimo quarto del 2011, da aggiungere alle precedenti.

Venendo al punto molti di questi siti monetizzano il traffico con Adsense for Content, la piattaforma pubblicitaria per l’advertising contestuale di Google, ed erano a loro volta fonte di ingente quantità di traffico per chi utilizza il content di Google, ottimizzando i posizionamenti gestiti a seconda di quanto, quotidianamente, suggeriscono gli analytics.
Fare traffico PPC sulla search non è sempre facile, in alcuni settori molto competitivi si rischia di finire nelle retrovie delle terze e quarte pagine, con risultati di impressions e relativi click molto scadenti. La soluzione per moltissimi siti sempre attenti al ROI delle campagne e di molti publisher indipendenti può essere, oltre a sfruttare SEO e quant’altri canali di traffico, riuscire a fare traffico da siti di contenuto che ospitano Adsense, riuscendo a controllare i costi, (che sono decisamente più bassi) e conversioni, grazie ad un costante ed attento monitoraggio di analytics.
Il voler premiare sul posizionamento naturale siti come Wikipedia e come loro altri che non hanno Adsense, o più in generale hanno poca pubblicità, se da un lato ha innegabilmente restituito agli utenti dei risultati più rilevanti a livello contenutistico dall’altra ha causato una vera e propria chiusura dei rubinetti anche per chi da Panda non aveva nulla da temere, ossia non ambiva a concorrere per le prime pagine delle SERP naturali ma godeva del traffico a pagamento che arrivava da una serie di siti di contenuto che sebbene a corrente alternata, garantiva un’ottima sorgente di traffico.

Uno screenshot che ho salvato da analytics per un sito riflette il crollo del traffico da content da epoca pre-Panda, gennaio 2011 allo stesso mese del 2012. Al di là di un calo generale del traffico da ppc di Google il dato che arriva praticamente a -90% è abbastanza desolante e il dato è rintracciabile in più industry e aree geografiche purtroppo.


D’altro lato non si è comunque migliorata la squadra al servizio di Adsense, visto che sembrano aumentare invece siti che portano traffico (non sempre da Google è evidente) assolutamente fuori target e non si capisce contestualizzato in che maniera. Allego screenshot di una serie di domini esclusi per una campagna italiana di argomento finanziario. I siti han tutta la liceità di questo mondo ma non c’entrano assolutamente nulla con la tematica finanziaria e questo screenshot riporta solo una piccolissima parte dei siti esclusi per scarsa aderenza contestuale o per traffico sospetto.

Le conclusioni lasciano alcune perplessità: Google da un lato migliora la rilevanza dei risultati facendo un po’ di pulizia nelle SERP, ma gli inserzionisti che vorrebbero spendere determinati budget non riescono più a farlo perché: la Google Search è molto competitiva, soprattutto su alcune industry la prima pagina è un miraggio e alzare i cpc per arrivarci diventa un bagno di sangue, la rete partner di ricerca ha subìto grosse defezioni di siti che comunque portavano traffico di qualità, la rete content non produce più il traffico che generava in precedenza per la morìa generata da Panda.
Si stava meglio quando si stava peggio?

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